Gare d'Appalto e MEPA
Affidamento diretto con il Codice dei contratti (d.lgs. 36/2023): soglie e regole per le imprese
Fino a 140.000 euro per servizi e forniture e 150.000 per lavori una PA può sceglierti senza gara. Cosa dice il Codice, cosa ti chiede e come farti trovare.

Gran parte dei contratti che una PMI può ottenere da una pubblica amministrazione non passa da una gara. Passa da un affidamento diretto: la PA sceglie l'impresa e le affida il lavoro, senza mettere a confronto più offerte.
Per l'impresa è il canale più accessibile, ma ha regole precise: chi può essere scelto, cosa devi dichiarare, quali garanzie ti possono chiedere, quando la stessa PA non può riaffidarti il contratto. Questa guida le riassume dal lato dell'impresa, con i riferimenti al Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023).
Le soglie: fino a quanto si può affidare senza gara
L'art. 50, comma 1, del Codice permette l'affidamento diretto, anche senza consultare più operatori, per:
- servizi e forniture sotto i 140.000 euro, compresi i servizi di ingegneria e architettura e la progettazione;
- lavori sotto i 150.000 euro.
Sopra queste cifre, e fino alle soglie europee, la PA deve usare una procedura negoziata senza bando invitando più imprese:
- per servizi e forniture, almeno cinque operatori;
- per i lavori, almeno cinque fino a 1 milione di euro e almeno dieci oltre.
Le soglie europee si aggiornano ogni due anni. Dal 1° gennaio 2026 sono 140.000 euro per forniture e servizi delle amministrazioni centrali, 216.000 euro per le altre amministrazioni e 5.404.000 euro per i lavori.
Chi può essere scelto
La PA non sceglie a caso. Il Codice chiede che l'impresa affidataria abbia «documentate esperienze pregresse idonee» all'esecuzione del contratto. La PA può individuarla anche tra gli iscritti negli elenchi o albi di operatori che ha istituito.
Per un'impresa questo ha due conseguenze pratiche:
- le referenze contano più del prezzo: lavori analoghi già eseguiti, meglio se per altre PA, sono ciò che giustifica la scelta;
- conviene iscriversi agli elenchi fornitori delle amministrazioni con cui vuoi lavorare: è uno dei modi in cui la PA trova i nomi.
Cosa fa la PA, e perché ti riguarda
La decisione di contrarre
Prima di affidare, la PA adotta un atto, la decisione di contrarre. Nell'affidamento diretto è semplificata: indica oggetto, importo, contraente e le ragioni della scelta, insieme ai requisiti generali e, se servono, a quelli economici e tecnici (art. 17, comma 2). Le ragioni della scelta sono il punto in cui le tue referenze diventano decisive.
La piattaforma digitale
Il Codice chiede alle amministrazioni di svolgere le procedure di affidamento su piattaforme di approvvigionamento digitale (art. 25). Il MePA è la più usata. L'affidamento diretto, lì, prende la forma della trattativa diretta o del confronto di preventivi: come si risponde lo spieghiamo in trattativa diretta, confronto di preventivi e RdO sul MePA.
Per beni e servizi da 5.000 euro fino alla soglia europea, la legge (art. 1, comma 450, della legge 296/2006) obbliga gran parte delle amministrazioni a ricorrere al MePA. Le altre amministrazioni pubbliche possono usare in alternativa un altro mercato elettronico o il sistema telematico della propria regione. Per questo l'abilitazione al MePA è spesso il prerequisito pratico per ricevere un affidamento diretto.
Cosa ti chiede il Codice
Requisiti e autocertificazione
Devi avere i requisiti generali, cioè non trovarti in una delle cause di esclusione, e quelli speciali se la PA li richiede.
Negli affidamenti diretti sotto i 40.000 euro li attesti con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. La PA verifica le dichiarazioni, anche a campione, con un sorteggio fissato ogni anno (art. 52, comma 1).
Dichiarare il falso costa caro. Se la verifica non conferma i requisiti, la PA:
- risolve il contratto;
- escute l'eventuale garanzia definitiva;
- segnala il caso all'ANAC;
- ti sospende dalle sue procedure da uno a dodici mesi (art. 52, comma 2).
Le garanzie
- Garanzia provvisoria: non si chiede negli affidamenti diretti (art. 53, comma 1).
- Garanzia definitiva: quando richiesta è pari al 5% dell'importo del contratto. La PA può anche non chiederla, in casi motivati (art. 53, comma 4).
Quanto resta valida la tua offerta
L'offerta ti vincola per il periodo indicato nell'invito. Se l'invito non lo indica, resta valida centottanta giorni dalla scadenza per presentarla (art. 17, comma 4).
Dopo l'affidamento
- Esecuzione anticipata. Dopo aver verificato i tuoi requisiti, la PA può farti iniziare prima della firma del contratto. Se poi il contratto non viene stipulato, hai diritto al rimborso delle spese per le prestazioni eseguite su ordine del direttore dei lavori o dell'esecuzione (art. 50, comma 6).
- Regolare esecuzione. A fine lavoro la PA può sostituire collaudo o verifica di conformità con un certificato di regolare esecuzione, da emettere entro tre mesi dalla conclusione delle prestazioni (art. 50, comma 7). È anche un documento utile come referenza per gli affidamenti successivi.
La rotazione: perché la stessa PA può non sceglierti di nuovo
Gli affidamenti sotto soglia seguono il principio di rotazione (art. 49). La PA non può affidare un appalto al contraente uscente quando due affidamenti consecutivi riguardano lo stesso settore merceologico, la stessa categoria di opere o lo stesso settore di servizi. La norma però lo attenua in tre modi:
- struttura del mercato: l'uscente può essere riaffidato in casi motivati, per la struttura del mercato e l'assenza di alternative, dopo una verifica della buona esecuzione e della qualità del contratto precedente;
- piccoli importi: sotto i 5.000 euro la PA può derogare alla rotazione;
- fasce di valore: la PA può dividere gli affidamenti in fasce di valore economico, e allora il divieto vale fascia per fascia.
La conseguenza pratica: non costruire il fatturato pubblico su un solo ente. Lavorare con più amministrazioni ti protegge dalla rotazione e ti dà più referenze.
Come farti trovare
- Abilitati al MePA nelle categorie giuste e, dove previsto, pubblica il catalogo.
- Tieni pronte le referenze: contratti analoghi, importi, committenti, certificati di regolare esecuzione.
- Iscriviti agli elenchi fornitori delle amministrazioni che ti interessano.
- Aggiorna le dichiarazioni commerciali sul MePA: fatturato e contratti analoghi sono i filtri con cui una PA cerca chi invitare.
- Non sollecitare le PA attraverso la piattaforma: le Regole del MePA vietano le comunicazioni promozionali alle stazioni appaltanti e le sanzionano con la sospensione.
Domande frequenti
Una PA può davvero scegliermi senza confrontare altre offerte? Sì, sotto 140.000 euro per servizi e forniture e sotto 150.000 euro per lavori, purché motivi la scelta e tu abbia esperienze pregresse documentate e i requisiti richiesti.
Devo per forza essere sul MePA? Non sempre, ma spesso. Sopra i 5.000 euro gran parte delle amministrazioni deve comprare beni e servizi sul MePA o su un altro mercato elettronico. Sotto quella cifra l'obbligo non c'è.
Mi chiederanno una cauzione? La garanzia provvisoria no. La garanzia definitiva può essere chiesta (5% dell'importo) oppure, in casi motivati, no.
Ho appena chiuso un lavoro per un Comune: può affidarmi il prossimo? Se è dello stesso settore, di regola no, per la rotazione. Può farlo solo in casi motivati, con le condizioni dell'art. 49, o se l'importo è sotto i 5.000 euro.
Da qui in avanti
Il quadro completo del mercato elettronico è nella nostra guida al MEPA e alle gare d'appalto.
Se vuoi qualcuno che prepari referenze, dichiarazioni e offerte, Aumatex affianca le imprese nelle gare d'appalto e sul MEPA. Con Smart MEPA puoi orientarti tra bandi, categorie e requisiti. Per un caso specifico, scrivici.
Fonti: d.lgs. 36/2023 su Normattiva, art. 17, art. 25, art. 49, art. 50, art. 52 e art. 53. Legge 296/2006, art. 1, comma 450. Commissione europea, soglie degli appalti pubblici 2026-2027.
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